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Torrente Barnes

Val di Non

Albergo Cavallino Bianco

Val di Non
Consigliato da Pescare in Trentino


Cos'è la pesca per voi? Per me è soprattutto avventura. Il pesce viene in secondo piano. Prima di tutto è contatto con la natura, rigenerarsi, respirare aria pura con le gambe immerse in un torrente. In secondo luogo è una sfida: vincere la differenza di una preda, ingannarla, combattere la sua resistenza. Terzo, pescare vuol dire anche rispettare l'animale, quindi rilasciarlo. Se la dimensione di pesca-avventura è ciò che vorreste vivere con una vacanza di pesca in Trentino, accomodatevi pure e continuate con la lettura dell'itinerario odierno: il torrente Barnes in Val di Non. Un'esperienza di pesca che va sicuramente oltre la dimensione alieutica, e che mi ha permesso di mettermi in gioco con un ambiente difficile, trote diffidenti ed una natura incontaminata, non ancora antropizzata.

 

Caratteristiche del torrente e pesci presenti

Il torrente Barnes è un tipico torrente di alta montagna con portata abbondante in primavera, più ridotta in inverno e d'estate, che risente comunque dell'andamento delle precipitazioni. Nasce dalle montagne a cavallo tra Val di Non occidentale e Val di Peio e scorre verso Bresimo, un piccolo paese a mille metri d'altitudine, prima di gettarsi nel Noce come affluente di sinistra. Le acque sono fredde, chiare, spumeggianti, ben ossigenate e di ottima qualità. Le pendenze sono piuttosto accentuate, specie nel tratto oggetto del servizio fotografico, quindi il torrente scorre veloce e l'ambiente appare decisamente ristretto. Le rive sono abbastanza infrascate: si pesca nel bosco, tra alberi e piante selvagge, in una dimensione particolarmente affascinante, quasi al limite della comune immaginazione. È il regno della trota: fario, marmorata, ibridi, tutte autoctone, dalle livree meravigliose, ma dalla taglia ridotta. Beh, non potrebbe essere altrimenti, vista l'ampiezza ridotta del torrente, che impedisce loro di svilupparsi oltre una certa dimensione. E impone, altresì, di scovarle lanciando a ridosso dei sassi, oppure nei punti in cui l'acqua è un po' più lenta.

Zona No-Kill e regolamento

Il Barnes offre sia tratti a regime ordinario, sia no-kill, gestiti sempre dall'Associazione Pescatori Val di Non. Il tratto che consiglio è la zona no-kill, che parte dopo l'abitato di Bresimo, a 1.200 metri di altitudine, facilmente raggiungibile in auto seguendo le istruzioni di un navigatore satellitare. La zona no-kill prosegue poi sempre più in alto, arrivando a circa 1.500 metri, dove incontra il primo tratto a regime ordinario. Per pescare bisogna essere in possesso di un permesso giornaliero (anche senza licenza di tipo B) per le zone speciali, dal costo di 25€ (che consente di pescare, nello stesso giorno, solo ed esclusivamente in altre zone speciali/no-kill). Si può pescare sia a mosca, sia a spinning, con cucchiaini dall'amo singolo e senza ardiglione. Sono vietate le gomme, esche naturali e quanto non previsto dal regolamento. In ogni caso, per maggiore sicurezza e per conferma che il regolamento non sia cambiato, invito a contattare l'Associazione Val di Non ai seguenti recapiti: 348-7701319 o scrivere una mail a presidente@pescatorivaldinon.it .

Tecniche consigliate

Come si può evincere dalle immagini correlate al servizio, ho pescato a spinning in condizioni complesse. Tanta acqua, che ha reso difficoltosa l'azione di pesca, ma si è rivelata un elemento di sfida in più per catturare le trote, sofferte e difficili. Tuttavia, credo che pescando in periodi con portata d'acqua inferiore, oltre allo spinning, la pesca a mosca possa rivelarsi interessante e premiante. A patto di saper operare in un contesto "wild", dove i lanci potrebbero essere influenzati negativamente dalla fitta vegetazione ripariale. Tornando allo spinning, l'ideale per pescare sul torrente Barnes è un combo da 1,80 metri con azione 2/8 grammi massimo, con canna in due pezzi o monopezzo, mulinello di taglia 2000, cucchiaini del 4/6 (misure Panther Martin) con amo senza ardiglione. L'azione della canna è molto importante: più è morbida e più vi consentirà di non strappare di bocca l'artificiale dopo la ferrata. Visti gli spazi ridotti, molto spesso la cattura avviene anche sotto i piedi: non c'è bisogno di ferrare, ma lasciar proseguire l'abboccata in modo naturale.

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