Vacanza di pesca in Trentino da Active Hotel Pineta

Al lago delle Piazze

Scrivere di pesca è sempre un piacere. Raccontare di una vacanza di pesca in Trentino è un onore. Lo è specie quando il ricordo che hai di essa resta impresso nella memoria, perchè senti che è qualcosa di memorabile, che forse non tornerà mai più, o forse ti basterà tornare in quell’hotel e rivivere quegli spot per provare le stesse uniche ed irripetibili emozioni vissute durante un soggiorno indimenticabile di fine luglio sull’Altopiano di Pinè. Regalarsi una vacanza di pesca in Trentino non significa scegliere una sistemazione dove dormire, mangiare e poi andare a pescare. Vederla in questi termini sarebbe tutto squisitamente riduttivo. E’ decisamente qualcos’altro. Una vacanza di pesca in Trentino è lanciarsi in una dimensione alieutica dove il pescatore può confrontarsi con torrenti stupendi, laghi mozzafiato e fiumi spettacolari. Vivere il brivido di una cattura mentre si è immersi nella natura incontaminata. Guardarsi attorno e sentirsi assolutamente sicuri, tutelati perchè anche noi pescatori abbiamo i nostri diritti. Se a questo, poi, ci aggiungiamo l’apertura del Trentino verso i pescatori sportivi, con l’abolizione dell’obbligatorietà della licenza di pesca nella richiesta del permesso giornaliero, riusciremmo sicuramente a comprendere gli sforzi che la provincia di Trento sta facendo nei confronti dei turisti per avvicinarli ad un sistema pesca tra i migliori d’Italia, se non d’Europa. Tra i territori da scoprire si sono sicuramente la Val di Cembra e l’Altopiano di Pinè, mete che ho testato personalmente durante il mio ultimo soggiorno da Active Hotel Pineta, Albergo 3 Stelle a Bedollo direttamente sul meraviglioso lago delle Piazze. Un fine settimana da incorniciare, irripetibile, oltre ogni lusinghiera aspettativa, tra spinning, pesca al colpo, ottima cucina e ospitalità di alto livello.

Active Hotel Pineta

Sabato 29 luglio si presenta come il tipico sabato estivo. Il caldo cocente bussa alla porta assieme ad un solleone splendido, senza ombra di nuvola. Trento è un forno a cielo aperto. Restarci significherebbe fare un bagno di sudore. Per fortuna, il sottoscritto e Marina siamo ospiti di Active Hotel Pineta, ad oltre mille metri di quota, quindi godremo di un sano refrigerio. L’Altopiano di Pinè si trova a meno di mezz’ora di auto da Trento. La sua posizione strategica offre un ventaglio di possibilità per il pescasportivo moderno: il Lago delle Piazze, il Lago delle Buse, il Lago di Serraia, il mitico torrente Avisio ed il Rio Brusago sono già nella mia mente e non vedo l’ora di rivederli, di riaffrontarli. Dovrò selezionare due, o forse tre spot, lo so già, ma durante il tragitto fino all’hotel, assaporo già il gusto di essere a pesca lì, dove la pesca è un’arte come la poesia. Arrivati in hotel ci fermiamo alla reception. Nemmeno il tempo di pronunciare “Buongiorno, siamo i signori de…”, che arriva Giancarlo Andreatta, titolare di Active Hotel Pineta, albergatore di pluriennale esperienza, pronto ad accoglierci con un caloroso abbraccio seguito da un’energica stretta di mano. Un benvenuto cordiale, affettuoso, che ci fa subito sentire ospiti importanti. Il tempo di concederci un aperitivo, scambiare alcune parole sul programma di pesca e poi si va in camera per lasciare i bagagli. La nostra camera è moderna, ampia, luminosa, spaziosa, rifinita con gusto e particolare cura nel dettaglio. Il letto, largo e comfortevole; il bagno, raffinato ed elegante; l’angolo con divano e tavolo a muro; tutti elementi che compongono una sistemazione di categoria superiore in un hotel a misura di pescatore e famiglia o compagna a seguito.

Pranzo al ristorante ed esplorazione pomeridiana sul magico Avisio

Giancarlo ci invita a pranzo e prendiamo posto al ristorante del Pineta. Varcata la porta del ristorante, siamo subito inebriati dai profumi provenienti dalla cucina. Il menù è semplice e variegato, infatti l’offerta per gli ospiti conta antipasti a buffet, tre varianti di primo, tre di secondo e scelta anche per il dessert, frutta o dolce. Delizio il mio palato con dei paccheri, Marina invece assaggia dei fusilli alle verdure, freschi ed invitanti. Per secondo non può certo mancare della porchetta con la famigerata Polenta di Storo, mentre mia moglie richiede una entrecote con sughetto e polenta. Il servizio è molto curato, lo staff gentile e attento ad ogni minima richiesta. Basti pensare che, al momento della scelta del dessert, Martina Andreatta, figlia di Giancarlo, ci consiglia qualcosa di speciale, che non abbiamo mai provato da quando viviamo in Trentino: sorbetto alla mela e frutti di bosco con due palline di gelato. Il giusto completamento di un lauto pranzo a base di sapori tipici della più genuina cucina italiana.

L’Avisio, un evergreen da esplorare

Arrivate le 16, la mia avventura di pesca ha veramente inizio. Quando il sole è meno forte e si intravedono le prime zone d’ombra, è sicuramente arrivato il momento adatto per andare a pesca in Val di Cembra, sull’Avisio, in un tratto di torrente molto ben gestito dalla Apdt di Trento. Il famoso Ponte dell’Amicizia a Faver è proprio dove scelgo di mettere i piedi in acqua. L’Avisio scorre all’interno di una valle molto aspra, caratteristica, disegnando gole e pendii ripidissimi di incommensurabile bellezza. Lo scenario è tipicamente alpino, a tratti sembra quasi di essere in Canada o negli Stati Uniti. Affronto l’Avisio con una canna da spinning di 2,10 metri ed un mulinello taglia 30, tipica accoppiata per le acque correnti un po’ sostenute. Lo spot (tratto CP3) è battuto anche da altri pescatori, quindi mi muovo lentamente nei punti dove non c’è presenza umana. I primi lanci mostrano scarsa attività, forse per via della luce che è ancora presente. Il cucchiano ottiene qualche timido inseguimento. Poi, improvvisamente, quando le speranze sono più vane, durante un recupero lento e intervallato, sento una forte trazione sulla canna e vedo un salto fuor d’acqua veramente spettacolare. Attivo immediatamente l’action cam e parte il filmato: la trota, una bella fario oltre i 30 centimetri, panzuta e forzuta, si lascia riprendere mentre esibisce tutti i suoi muscoli, secondo dopo secondo. Poi, ormai sfinita dal combattimento, entra nel guadino per la foto di rito. Non male, vero? Seguono altre due trote fario, meno corpulente, più snelle, ma di taglia simile alla precedente, segno che l’Avisio sa sempre ricompensare le fatiche del pescatore. Purtroppo, verso le 17.30, dopo poco più di un’ora di pesca, tuoni ed un vicino fulmine mi impongono di smettere, quindi torno in hotel da mia moglie e ci concediamo una passeggiata romantica, sotto la pioggia, al Lago di Serraia a Baselga di Pinè, più a valle di Bedollo.

Cena dall’Active Hotel Pineta

La serata è fresca, piacevole, quella tipica di fine luglio in montagna. La cena al ristorante cade ancora con la luce, verso le 20: l’ideale per approfittarne di una passeggiata digestiva al Lago delle Piazze. Il menù è particolarmente invitante. Scegliamo due primi differenti ovvero una zuppa di patate e sfilacci, calda e rigenerante, ed un piatto con maccheroncini al ragù. Tutto veramente molto saporito e gradevole, segno che il buon Giancarlo sa come comportarsi in cucina. Per secondo, invece, prevediamo un bel piatto di Carne Salada (tipica trentina) ed una scaloppina. La cena, molto abbondante, si conclude con quei deliziosi sorbetti alla mela e menta che abbiamo gustato a pranzo ma, mentre ci allontaniamo e salutiamo lo staff, Giancarlo ci tiene ad offrirmi un buon bicchiere di amaro fatto in casa. I nostri discorsi volano, spaziando dalla pesca alla promozione del territorio, dalle catture nel magico Avisio ai lucci famelici del Lago di Serraia (futuro oggetto di un itinerario sul sito). Giancarlo è veramente amichevole, uomo saggio e albergatore accogliente, professionale. “Ci sentiamo proprio a casa…” è ciò che viaggia all’unisono nella nostra mente, e lo siamo per davvero!

Mattinata di pesca al colpo al Lago delle Piazze

Risvegliarsi tra le morbide lenzuola del Pineta, con un’aria fresca e inebriante, alle sette del mattino, è quello che ci vuole per iniziare al meglio la seconda giornata di pesca. Dalla finestra scorgo il lago delle Piazze. Non c’è anima viva… fantastico! Sole, nuvole assenti, leggera brezza. Ottime condizioni per la pesca al colpo con canna fissa. Evito di far rumore e lascio Marina in stanza, poi vado nel ristorante dove mi attende un’abbondantissima colazione del pescatore: brioches, krapfen, crostate, torte, fette biscottate, corn flakes, yoghurt, succhi di frutta, caffè e tanto altro per incominciare alla grande. Dopo il breve ristoro, mi catapulto fuori dall’hotel e, scendendo qualche scalino, sono già sul lago delle Piazze. Sfodero una lunga canna fissa di 9 metri perchè, più volte, ho visto girare cavedani e scardole a pochi metri da riva. Il desiderio di fare una pescata all’italiana è molto forte, pertanto sistemo l’occorrente come panchetto, tavolino, bacinella per pastura, poggiacanne ed inizio a pescare. Dapprima sondo il fondale, più o meno sui 4 metri, poi parto con la pasturazione a base di sfarinati da cavedano, per un totale di mezzo chilo (limite giornaliero in Trentino). Innesco un ciuffetto di bigattini su un amo piccolissimo (un 20) perchè, si sa, il cavedano è sospettoso e bisogna prenderlo per la gola. I primi lanci mostrano abbastanza attività. Si muove subito qualcosa, quindi bisogna insistere. Pasturo nuovamente, cambio innesco e, quasi per scherzo, catturo un primo cavedano che spiomba, quindi innalza il galleggiante dandomi un chiaro e preciso segnale di abboccata. Dopo il primo pesce, ne seguono altri, sempre cavedani di media taglia combattivi e divertentissimi. Ciliegina sulla torta: una bella scardola, che devo fotografare facendo qualche selfie, perchè Marina sta facendo colazione e non ho ancora con me la macchina fotografica. Più tardi, poi, passa a trovarmi, quindi effettuiamo un servizio fotografico completo dell’avventura di pesca al Lago delle Piazze che sà concedere divertimento non solo con trote e persici, bensì cavedani e scardole per tutti gli amanti della pesca al colpo.

Pomeriggio di esplorazione sul Rio Brusago

Trascorriamo la pausa pranzo distesi sugli ampi prati che circondano la sponda nord del lago delle Piazze. Il meteo non fa scherzi, e regala una gradevolissima domenica di luglio che consente di prendere una bella tintarella adagiati sull’erba, gustando una piacevolissima bibita. Verso le 15 ho appuntamento con Davide Bonelli, un ragazzo cordiale ed esperto conoscitore del Rio Brusago, presentato da Giancarlo il giorno prima. Partiamo alla scoperta di uno spot rustico, che alterna spazi ristretti a correntine e buche più ampie dove catturare trote selvatiche di medie e piccole dimensioni. Per arrivarci, superiamo il laghetto delle Buse ed entriamo a Brusago, località più a monte. Da lì, poi, attraverso strade di montagna, arriviamo sullo spot. La natura più selvaggia domina questo angolo del Trentino a molti sconosciuto. Provo a pescare a spinning mentre Davide, che conosce molto bene questa zona, impartisce dall’alto una serie di istruzioni e mi guida al meglio per la riuscita della pescata. Purtroppo le trote non vogliono collaborare. Direi che è normale, alle quattro del pomeriggio, cosa si può pretendere? Eppure Davide mi dice di non demordere. Nella manica ha un jolly che funziona sempre. Conosce un posto dove anche le trote più apatiche, prima o poi, risvegliano l’aggressività, a tutte le ore! Scendiamo più a valle, in una zona dove si alternano briglie a ridotte correntine del Rio Brusago. Qui, più che un Rio, il Rio Brusago sembra un torrente in secca, ma mantiene una discreta portata d’acqua. Non appena entro in acqua, lancio verso la sponda opposta, recupero lentamente e… strike! Prima cattura! Una trotella, una fario di taglia non proprio corpulenta ma decisamente bella, unica quanto rara. Si susseguono altri lanci e volta dopo volta ci sono inseguimenti, slamate. Il pesce reagisce molto bene e Davide ne è felice, perchè ha condiviso il suo mondo con me; ora comprendo perchè sia così legato al Rio Brusago, così piccolo ed accogliente. La pescata si conclude con tre trote al guadino e la soddisfazione di aver documentato, ancora una volta, una gran bella vacanza di pesca in Trentino. In hotel c’è sempre Giancarlo ad accoglierci, col suo sorriso, la sua allegria, la calorosa stretta di mano assolutamente inconfondibile. Ci offre da bere e condividiamo il risultato di due grandiosi giorni tra pesca, relax, cucina, divertimento, natura, scoperta. Qualcosa che forse neanche i termini più arzigogolati riuscirebbero ad esprimere, ma sono sicuro che la combinazione di immagini e testo, possa far comprendere quanto realmente abbia vissuto, in una vacanza di pesca obbligatoriamente da ripetere!

Perchè non provi anche tu una Vacanza di Pesca in Trentino? Approfitta dell'offerta di Active Hotel Pineta per gli amici pescatori: 2 notti, in mezza pensione, permesso di pesca incluso, a partire da 140€!

Pubblicato il: 07/09/2018 11:35
Autore: Marco de Biase

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